Clay Sound Landscape è il racconto visivo e sonoro di un'esperienza collettiva vissuta da un gruppo di persone (insegnanti, giovani ceramisti e cittadini interessati), che ha condiviso un percorso di conoscenza del territorio del Pianalto di Poirino.

Durante il workshop, condotto nell'aprile 2017 da Paola Anziché e dal team Munlab, il gruppo ha potuto visitare alcuni siti del Pianalto, significativi dal punto di vista geologico e archeologico.
Gli studenti in Geologia Martina Gizzi e Alessandro Biasi hanno partecipato alla ricerca preliminare per identificare le tracce del paleopaesaggio ed i fenomeni che hanno dato origine al vasto altopiano argilloso; la struttura storica del territorio è stata indagata da Gilda Carraro, laureanda in Geografia, la cui ricerca ancora in corso sta ricostruendo l'attività e la disposizione geografica delle numerosissime fornaci di laterizi che da secoli costellano il Pianalto di Poirino.

Durante il workshop l'archeologo professionista Sandro Caranzano, ha accompagnato i partecipanti a Cascina Fortepasso, presso Villastellone, sui resti di una fornace di epoca romana, e descritto l'imponente lavoro di centuriazione della campagna circostante.

Lungo il percorso, da Cambiano, passando per Riva presso Chieri, Valfenera, Ferrere, Cellarengo e Pralormo, sono stati raccolti campioni di diversi tipi di terre argillose, ma anche materiali naturali e reperti vari trovati lungo il cammino.
Le argille raccolte in cave attive e abbandonate e in diversi affioramenti, costituiscono la materia prima utilizzata per realizzare una serie di piccole sculture, attraverso la tecnica dell'impressione e del calco.

Gli oggetti successivamente cotti, sono confluiti in un'unica installazione: una moltitudine di elementi sospesi, che sfiorandosi, generano un campo sonoro; l'esperienza del Pianalto prende la forma di una mappa fluttuante costituita da un campionario di terre, tracce e suoni, in continua trasformazione.
Come suggerisce Paola Anziché, l'invito rivolto ai visitatori è: “si prega di toccare l'opera in mostra”, solo così essa può manifestare davvero la sua natura cinetica e sonante.
L'installazione è immaginata per “crescere” nel tempo attraverso la produzione di nuove sculture realizzate direttamente da visitatori e studenti; i nuovi oggetti saranno aggiunti, facendo espandere l'installazione nello spazio, ed esprimendo così una relazione attiva tra l'ecomuseo ed il suo pubblico.

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