I Maggi
2012

Installation view at Fondazione Remotti, Camogli, from 29 09 2012 | 25 11 2012

Omaggio a Fischli & Weiss dalle collezioni italiane
29 09 2012 | 10 02 2013

Paola Anziché
29 09 2012 | 25 11 2012

ING
The Maggi hint to the arboreal cults which in the archaic world and in the rural one of countries and woods, where the May tree identifies with the spirit of vegetation. The job links itself then to the usage of gathering twigs, dig them into the ground and adorn them with coloured ribbons, flowers, fabrics which have been embroidered during the month of May (a month of celebration of the fertilizing “spirit” of vegetation, awakened with Spring) to remind the magical relation with the Earth and honour the occult forces of renovation.
As James George Frazer affirms, in the tree’s celebration, still living in the popular European traditions, there would be an inner “idea of regeneration of the human community by an active participation to the resurrection of vegetation and regeneration of the Cosmos”.

ITA
...I Maggi alludono ai culti arborei sopravvissuti nel mondo arcaico e in quello rurale
delle campagne o dei boschi, in cui l’albero del maggio si identica con lo spirito della vegetazione.
Il lavoro si riallaccia dunque alle usanze di raccogliere dei ramoscelli, conccarli nella terra e adornarli di nastri colorati, ori, stoe ricamate durante il mese di maggio (mese delle celebrazioni dello “spirito fecondatore della vegetazione, risvegliatosi con la primavera”) per ricordare il rapporto magico con la terra e onorare le forze occulte del rinnovamento. Come sostiene James George Frazer nelle feste dell’albero, ancora vive nelle tradizioni popolari europee, sarebbe implicita “l’idea di rigenerazione della collettività umana mediante una sua partecipazione attiva alla resurrezione della vegetazione e della rigenerazione del Cosmo”.
Francesca Picchi