LIVING ROOM, artisti a domicilio | Paola Anziché e Laura Renna

"'A space to live in a time of change' si trasforma da visione concettuale e campo aperto all’immaginazione in set iperrealistico che detta, riscrivendole, le regole stesse della residenza." Andrea Lerda
Aprile 2, 2020

Elena Bordignon

Laura Renna, Vietnam, 2016. Courtesy l’artista.

Secondo appuntamento per conoscere LIVING ROOM: il progetto ideato e organizzato da Art.ur – a cura di Andrea Lerda – che consiste nell’invitare quattro artisti a fare una residenza nelle case di altrettante famiglie nel centro storico di Cuneo.
Il periodo di residenza di quest’anno di A space to live in a time of change – questo il titolo dell’edizione 2020 – ha avuto luogo nei mesi di gennaio e febbraio e ha coinvolto Paola Anzichè, Hannes Egger, Andrea Nacciarriti e Laura Renna.

Dopo le brevi interviste con i primi due artisti, seguono quelle con Paola Anzichè e Laura Renna.

ATP: Il taglio tematico della residenza – A space to live in a time of change – mette in relazione la grande narrazione del presente collettivo con le micro storie intime che viviamo nel nostro quotidiano. Quali aspetti del reale hai deciso di considerare per il tuo intervento ‘in famiglia’?

Paola Anziché: Gli elementi di vita quotidiana della famiglia in cui sono stata ospite sono entrati spontaneamente nel lavoro, incontrando i miei interessi, la cura per le piante e la sensibilità per mondo naturale, il viaggio come occasione di incontro.
Il mio ospite (che è apicoltore) coltiva piante da appartamento, una passione che anch’io condivido: il vedere crescere piante dal seme dei frutti, potersi circondare di piante verdi, in tutta la loro infinta varietà e ricchezza – sia in casa che fuori casa – è qualcosa che amo e pratico oramai da diversi anni. Marco mi ha raccontato dello svolgimento delle sue giornate con le api e sono dunque andata a visitare il luogo in cui alleva le sue api e lavora poi il miele.
Il mestiere dell’apicoltore consiste sostanzialmente nel procurare alle api ricovero e cure, e sorvegliare il loro sviluppo; in cambio si può raccogliere una quota discreta del loro prodotto, consistente in miele, polline, cera d’api, pappa reale, propoli.
In estate Marco porta le sue api in montagna per impollinare ad alta quota, così abbiamo colto l’occasione di incontro per parlare di passeggiate, di viaggi che abbiamo compiuto.
Ho avuto modo di visitare la casina di legno in cui lavora nel parco, sono entrata in contatto con il forte e piacevole profumo del miele fermentato all’interno dei favi, e mi ha mostrato quando le api sciamano, si spostano dal loro nido, creando nuovi nidi in un altro luogo.
Gli interessi comuni si sono intrecciati, portando così gradualmente alla luce una immagine chiara dell’intervento che andrò a fare.

Laura Renna: Spostarsi in una città nuova e vivere, seppur per pochi giorni, a casa di una persona che non si conosceva prima, è di per sé una condizione che induce ad aprirsi all’ignoto, alla scoperta, e questo viaggio non lo fa solo chi fisicamente si sposta, ma lo fa anche chi accoglie.
Il viaggio impone l’accettazione del cambiamento, nel bene e nel male, e con questo spirito ho vissuto l’esperienza della residenza.
In un clima così eccezionale, in cui i sensi sono più ricettivi e le emozioni prendono il sopravvento, l’esperienza di viaggio condivisa diventa un’occasione per instaurare un legame straordinario che rimane impresso nei ricordi. Ecco, il viaggio con le sue implicazioni emozionali è stato fin da subito l’area di indagine per il mio intervento.

Paola Anziché Fibre Vegetali, 2019 Installazione composta da varie sculture, dimensione ambientale Courtesy l’artista

ATP: Mi racconti come hai vissuto questa esperienza e cosa hai deciso di realizzate per il progetto?

Paola Anziché: Proprio grazie all’occasione della conoscenza diretta di un’attività come quella dell’apicoltura, attraverso questo particolare invito ho avuto modo di avvicinarmi al meraviglioso mondo delle api, alla loro produzione del miele e della cera.
Ho pensato così di inserire come elemento nuovo nelle mie sculture cera d’api pura – sia all’interno delle sculture, che lavorando con la cera d’api – per arrivare a realizzare nuovi lavori. Le mie sculture sono morbide e tattili, partono da un processo di ricerca che indaga la possibilità dell’arte di relazionarsi con ambiti culturali differenti, nascono sempre da una progressiva conoscenza che sviluppo nei confronti delle proprietà dei materiali scelti.
Per questa esperienza, uno degli elementi che mi ha colpito di più è stato il forte e dolce profumo del miele fermentato, e la forma perfetta che seguono le api nel costruire il loro alveare, un luogo accogliente e perfettamente organizzato.
Nella casa di Marco, ben visibile è il soffitto a cassettoni, da dove pendono delle piante sorrette da macramè di corde. Proprio in relazione a simili elementi che mi hanno colpito, vorrei creare una sorta di giardino verticale inserendo le sue piante in dialogo con alcune sculture di fibre vegetali, carta e cera d’api e con un nido di api (ora disabitato).
Alcuni lavori saranno immersi nella cera d’api pura, il loro profumo è dolce ma anche un pò aspro come il miele fermentato.
Per il mio intervento ho pensato di integrare i miei lavori con la casa che mi ospita, valorizzandone elementi costitutivi e utilizzando presenze che sono parte dell’ambiente abitato.

Laura Renna: Sono arrivata a casa di Giampiero Bombelli a metà febbraio e nonostante le montagne di Cuneo fossero ancora innevate, l’atmosfera calda e un po’ esotica di casa sua mi ha investito non appena ho varcato la soglia e in quel preciso momento ho capito che la nostra conoscenza avrebbe preso una direzione legata a quella sensazione!
I tanti oggetti trovati nella sua casa parlano di altri mondi ed hanno riattivato in me quel senso di benessere provato nei tanti viaggi in Asia, in luoghi in cui la natura, nonostante tutto, si manifesta ancora rigogliosa.
Partendo da ciò che avevamo in comune ho proposto a Giampiero di realizzare una stanza tutta nostra all’interno della sua abitazione, uno spazio delimitato da un’architettura sospesa, nel quale si potrà accedere attraversando due pannelli tessili imbevuti di succo vegetale. All’interno troveranno posto oggetti, sculture e odori. L’intento è quello di mettere a disposizione di chiunque i mezzi per ricreare un’esperienza di viaggio personale, intima, sensoriale. Vi saranno anche alcune fotografie inedite realizzate in Vietnam nel 2016. Ogni immagine mostra un disegno diverso creato da piccoli granelli di sabbia depositati sulla spiaggia.
Immagini che, come metafore visive, ben si adattano a descriverci: siamo come granelli di sabbia, viaggiamo, ci adagiamo e siamo soli in un insieme. Disegniamo meravigliosi paesaggi fragili che si cancellano ad ogni onda.

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