12 aprile-8marzo 2020

Sustainability Thinking, Museo Salvatore Ferragamo, Firenze

Sezione 5
Intrecci

In questa sezione della mostra è esposta l’opera di Paola Anziché (Milano, 1975), Pensiero naturale.

L’artista milanese è conosciuta per la realizzazione di sculture morbide e tattili, a partire da un processo di ricerca che indaga la possibilità dell’arte di relazionarsi con ambiti culturali differenti, come le credenze popolari, i riti antichi, la bio-architettura e la scienza più avanzata.
Il progetto realizzato appositamente per la mostra Sustainable Thinking ha preso le mosse da un’accurata analisi dei materiali preferiti da Salvatore Ferragamo negli anni trenta e quaranta.
Il risultato sono sette sculture sospese, realizzate con una sapiente lavorazione a intrecci concentrici che valorizza le caratteristiche delle fibre (tra cui cotone, sughero, corda di lino, cordami di carta, cotone biologico, lana grezza, seta, rafia naturale, trecce di grano, feltro di lana, ananas, banano, iuta, corda di sisal).
Il gruppo scultoreo compone un’inedita installazione ambientale – sottolineata da un gioco di luci e ombre fortemente suggestivo che riproduce il più fedelmente possibile l’illuminazione naturale – dove lo spettatore è sollecitato a interagire con forme e materiali, a osservarli, toccarli, a divenire fisicamente parte integrante dell'opera: un invito a contrastare il consumo e la fruizione frettolosa per alimentare l’attenzione verso l’esistente e ampliare le proprie capacità immaginative.
“Attraverso le forme di queste sculture – racconta Paola Anziché – ho costruito un vocabolario gestuale e plastico a partire dalle fibre stesse, rispettando l’armonia della loro consistenza, cosicché i materiali modellano o richiamano la forma scultorea. Nella scultura abitabile, realizzata con feltro di lana vergine, il materiale è un rivestimento che protegge e allo stesso tempo delimita uno spazio sospeso, un dentro e un fuori: mentre gli elementi verticali ne costituiscono l’ordito, quelli orizzontali la trama”. Il tessuto è formato da ordito e trama intrecciati insieme per costruire, abitare e vestire.
Tali principi sono stati teorizzati dall’architetto tedesco Gottfried Semper che in The Style (1860-62) elaborò una raffinata interpretazione sulle origini “tessili” dell’architettura che lo portò a sostenere che “gli inizi dell’uso di costruire coincidono con l’avvio della tessitura”. La costruzione, dunque, ha origine vegetale e si avvale della tessitura come tecnica di produzione. I lavori presenti in mostra sono in parte legati al pensiero di Semper ma aprono anche riflessioni in merito al corpo, un aspetto ‘più intimo’ che comprende esperienze tattili, restando aperto alla relazione con lo spettatore.
Le altre opere esposte nella sala sono sculture con trame fitte, geometriche, annodate e attorcigliate, in modo che quasi non si riconosce più la fibra con cui sono realizzate

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